Speleo Club Ribaldone - Genova

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12-13/05/2018: Antro del Corchia, Risalita a Nostradamus (Corchia 2.0)

Dall'archivio di Rocca

Ci incontriamo a Levigliani alle 10 di sabato. Dopo poco scopriamo che per fortuna ho messo il casco nello zaino sbagliato (quello che ho portato), portandolo per puro caso: grazie ad una disattenzione mi sono risparmiato una giornata a barboneggiare sul (Monte) Corchia ad aspettare gli altri.

Il meteo è buono: saliamo per la cava inseguiti da uno schiacciasassi ed entriamo da Eolo intorno alle 11.
Voliamo fino al Manaresi e prendiamo le Gallerie di Valinor: le avevo viste solo un’altra volta e mi sentirei di definirle asciutte, specie per questa primavera piovosa…
Sostiamo alla Tenda Rossa dove ci rifocilliamo e prepariamo i sacchi, quindi partiamo per il Salone Nostradamus.
Non avevo mai percorso questo tratto e l’ho trovato interessante: si attraversano una sala negli scisti (non so il nome), la Sala dei Venti (marmo e stillicidio) ed infine – se si trova il passaggio in una frana – il Salone Nostradamus. Sul pavimento si trovano frammenti di marmo rosa che cadono da una vena intercettata a chissà quale altezza.

Al salone prendiamo una risalita armata con una corda poco allegra, che Leo sostituisce. Giungiamo ad un terrazzino (bello esposto!) dove si trova il bivio per i due rami che dobbiamo controllare: uno (noto) che punta a nord e uno ad est.
Corvo e Leo imboccano quello a nord, Alberto ed io prendiamo quello ad est.

Il tratto iniziale del nostro rametto è piacevole: lo stillicidio riempie pozze ricche di coralloidi. Presso le pozze sono abbastanza certo di aver rinvenuto tracce di guano (si sa che son pirla, si prenda con le pinze), nelle pozze non ho visto fauna alcuna: sembrerebbe logico essendo isolate se non anche temporanee.

Giunti al traverso, Alberto trova e raggiunge acrobaticamente un ancoraggio, ma non ci sembra possibile andare avanti senza trapano: decidiamo allora di raggiungere gli altri.
Ritornati al bivio, grazie ad un ancoraggio poco invitante raggiungiamo il rametto nord e ci riuniamo agli altri. Rileviamo un rametto sabbioso e fangoso con qualche bella eccentrica qua e la: termina su un camino già risalito che pare essere un punto morto.

Torniamo nel ramo est: Leo rivede un ancoraggio e finalmente arriviamo dall’altra parte del pozzetto. Leo in testa ad armare, esploriamo finalmente il tratto ignoto: in sostanza troviamo un pozzo da circa 50 m che sbocca nella Sala dei Venti (sita sotto il Salone Nostradamus).
Ci portiamo a casa un centinaio di metri di rilievo.

In pratica abbiamo vagato in un livello fossile dei tanti del complesso. Del resto i sacri testi ci raccontano che il “il Corchia è l’unica forma di carsismo maturo delle Apuane” o qualcosa del genere…

Al ritorno disarmiamo tutto, compresa la risalita dal Nostradamus, dove lasciamo solo un paio di piastrine traballanti e stagionate.

La gag della punta succede durante la seconda sosta alla Tenda Rossa.
Leo mi spiega che poco distante dalla tenda si trova una sorgente potabile, dove potrei recuperare l’acqua per la cena: “un passaggio che si fa senza attrezzi”.
Munito di pigrizia e non munito di attrezzi, parto alla volta della sorgente: trovo una corda, mi arrampico e noto che la via prosegue su un traverso esposto: “ma figurati se si va di la, saranno certamente quelle bottiglie bene in vista!”: fortunatamente Leo mi interrompe prima che la preziosa acqua di alcuni campionatori finisca sul fornelletto. Torno a recuperare l’imbrago e finalmente parto alla volta della simpatica sorgente, che si raggiungeva facendo il passaggino.

Un assaggio di cous cous agli aromi, zuccherini ecuadoregni, una fredda dormita e ripartiamo per il Manaresi, portandoci dietro un po’ di marcioni.
Mi ha detto un saggio che sul pendolo per il traverso per Manaresi bisogna scendere 90 cm sotto l’attacco: oltre che precisa è una misura comoda, dategli retta…

Facciamo un giretto sulle passerelle, Leo preleva dei campioni e, dopo aver fatto quattro chiaccere con dei Fiorentini impegnati in non so che esame di non so che scuola, la collaudata squadra esce dal Serpente, ovviamente rallentata dal sottoscritto.
Siamo fuori alle 13 di domenica: abbiamo aggiunto uno sputo al Corchia e passato una bella giornata. Torneremo, che di macchie bianche sul rilievo ce ne sono tante.

Delle cordacce, quel che potevamo l’abbiamo usato su saltini disarmati o per cambiare corde ancora più indegne, quel che non potevamo è finito nella vigna.

Partecipanti
Marco Corvi, Leonardo Piccini, Alberto Romairone, Andrea Roccatagliata

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28-29-30/04/2018: W Le Donne

Sabato Alessandro Rinaldi, Aldo Gira, Flavio Leoni, Floriano Martinaglia ed io, entrati in grotta per le 14.00, siamo scesi insieme portando la tenda fornita da Fabio Bollini e una corda da 100 m. con la quale abbiamo sostituito i tratti di corda lesionata prima di Utopia.

Al Campo 1 Floriano, venuto noi per fare un giro veloce, decide di tornare indietro per essere fuori entro sera.

Proseguiamo fino al Campo di -900 dove ci sistemiamo per la notte.

Domenica, svegliati di buon mattino, valutate le condizioni di piena del Ramo del Cobra, io e Alex decidiamo di non andare a finire le risalite al Salone in Grigna e ripieghiamo sull'esplorazione della forra attiva, segnalata da Andrea Maconi, che si diparte dalla base del P49 sopra la frana a -850 ca.; nel mentre Aldo e Flavio sistemano la nuova tenda al Campo.

Nella forra esplorata abbiamo trovato i primi due saltini con i vecchi spit mentre la parte successiva non mostrava tracce di passaggio. Abbiamo sceso 4 saltini da 5/6 metri, l'ultimo sotto cascata, per poi finire il poco materiale che avevamo. La forra, di dimensioni contenute ma percorribile abbastanza agevolmente, prosegue e intercetta altri arrivi. Ci siamo fermati sopra un altro salto non scendibile in libera. Abbiamo lasciato la corda in loco disarmando il tratto sotto cascata, servono due maillon o moschettoni in acciaio per finire il nostro armo (avevamo moschettoni in lega che abbiamo portato fuori). Il posto sembra promettente e merita di essere visto.

Tornati al campo aiutiamo gli altri a finire il montaggio della nuova tenda (di dimensioni forse un poco eccessive) e a ripulire dall'immondizia.

Partiamo per essere fuori a mezzogiorno, verso le 2.00 di lunedᅵ.

E' stato portato un sacco pieno di immondizia fino all'ingresso ed un altro, fino ad Utopia, lasciato lᅵ insieme alle bombole di Alex.

Al campo di -900 ho lasciato una bottiglietta di benzina avio che non puᅵ essere utilizzata all'interno delle tende, ma puᅵ tornare utile in caso di necessitᅵ per asciugarsi all'esterno della tenda.

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Stage di Speleologia

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Lo speleo Club G.Ribaldone organizza un'escursione in una grotta naturale dove potrai sperimentare l'ambiente ipogeo.
Non si richiedono particolari capacità fisiche.
L'escursione, a scopo divulgativo, è propedeutica in prospettiva di un futuro corso di speleologia di I livello .
Giovedì 8 febbraio verranno proiettati filmati riguardanti speleologia esplorativa, scientifica, archeologica e sportiva.

  • PRESENTAZIONE: giovedì 8 febbraio 2018 ore 21 presso i locali CAI ULE Genova Sestri Ponente, Via Galiano 16/4
  • ESCURSIONE IN GROTTA: domenica 18 febbraio 2018 in grotta orizzontale da definire in base al meteo e ai partecipanti
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